Caricamento meteo...

Demersa Parthenope: nasce il primo museo sommerso del Golfo di Napoli

Demersa Parthenope, Golfo di Napoli
3 Luglio, 2026
museo

Tra le eleganti strade di Chiaia, i palazzi storici e il lungomare che si affaccia sul Golfo di Napoli, il quartiere continua a confermarsi uno dei luoghi più rappresentativi della cultura cittadina. Non solo shopping, turismo e vita mondana, Demersa Parthenope è proprio una di quelle iniziative capaci di valorizzare il patrimonio artistico e il profondo legame tra la città e il suo mare.

Demersa Parthenope: il contributo di Sepe e Sanzone

È in questo contesto che nasce Demersa Parthenope, il primo museo subacqueo del Golfo di Napoli, un angolo della città già premiato nel recente passato con l’evento legato all’America’s Cup.
Il percorso espositivo sarà unico nel suo genere e arricchirà ulteriormente il tratto di mare davanti a Castel dell’Ovo.
La mostra sarà composta da dodici opere, come annunciato in un comunicato stampa dallo stesso Domenico Sepe, uno dei due artisti coinvolti. Due saranno realizzate da Amedeo Sanzone, mentre le altre dieci dal maestro napoletano, tutto raccolto nell’ambito del progetto Noumeni.
Le opere di Sepe reinterpretano la sirena Parthenope in chiave contemporanea, mentre quelle di Sanzone si ispirano al concetto filosofico del noumeno. Realizzate in bronzo e alluminio, le sculture sono state progettate per trasformarsi nel tempo. L’acqua salata, l’ossidazione e la presenza di alghe e organismi marini ne modificheranno progressivamente l’aspetto, integrandole sempre di più con il fondale.

Il museo sarà visitabile dai subacquei accompagnati dai diving club della zona, ma anche da chi non pratica immersioni. Un’imbarcazione dotata di ROV, un veicolo subacqueo telecomandato, consentirà infatti di osservare le opere direttamente dalla superficie attraverso riprese in tempo reale. Sono inoltre previsti percorsi virtuali destinati a scuole, musei e altre istituzioni.
L’iniziativa è promossa da Megaride Cantine Sommerse, già attiva nell’affinamento subacqueo di vini e liquori davanti a Castel dell’Ovo. Al progetto collaborano anche Mare Nostrum di Archeoclub d’Italia, il reparto tecnico della Solinav e alcuni ragazzi dell’Area penale minorile di Napoli, coinvolti in un percorso di formazione e inclusione.
Accanto alle sculture saranno immerse anche bottiglie destinate all’affinamento subacqueo, tra cui una nuova linea di vini e 700 bottiglie di profumo.
Con Demersa Parthenope, il Golfo di Napoli si arricchirà di un museo destinato a evolversi insieme al mare che lo ospita.

SCOPRI ALTRI ARTICOLI...