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Maria Lai allo Studio Trisorio

8 Giugno, 2026
Venerdì 26 giugno doppio appuntamento allo Studio Trisorio dedicato all’artista sarda Maria Lai.

Alle ore 17 incontro con Maria Sofia Pisu, Presidente Archivio Maria Lai e nipote dell’artista, presso lo spazio di Via Carlo Poerio 110. Alle 19 inaugurazione della mostra Tessere la notte nella galleria della Riviera di Chiaia 215.

Maria Lai (Ulassai 1919 – Cardedu 2013), fin dagli anni Sessanta recupera nelle sue opere elementi simbolici e materiali provenienti dalla cultura tradizionale sarda, trasformando l’eco millenaria di quella civiltà in un linguaggio contemporaneo universale. L’artista destruttura il telaio, topos ancestrale della condizione femminile, e sceglie la tessitura come modalità di espressione privilegiata per raccontare il suo mondo visionario: i suoi telai diventano “oggetti-paesaggi” e simboli di riscatto. Il suo pensiero scorre attraverso le mani, si compie attraverso l’intreccio di fili, rendendo le superfici dei suoi lavori sempre tattili.

Impara a cucire sin da bambina in una casa in cui la macchina da cucire era nella più bella e luminosa di tutte le stanze. Non ha mai abbandonato il piacere di cucire che poi è diventato una sua peculiare maniera di fare arte. Col filo e con i tessuti poveri o preziosi ha creato un linguaggio poetico e sono nati i Libri, i Lenzuoli, le Geografie, i Telai, gli Scialli e i Libri di fiabe che sono per lei l’espediente per parlare del ruolo dell’arte e dell’artista nel mondo antico e contemporaneo.
Il filo, il cucire e il tessere diventano scrittura, un linguaggio poetico fatto di segni, fili, silenzi, in cui il significato nasce dall’incontro tra l’opera e chi la osserva. Il filo interviene proprio dove il linguaggio verbale si arresta: cuce, collega, suggerisce significati senza formularli esplicitamente, come i legami tra persone, storie e mondi apparentemente separati.
La fiaba Tenendo per mano l’ombra del 1987 – in mostra nella vetrina in via Carlo Poerio 116 – è composta da pagine cucite insieme e collage di tessuti tinti e ricamati, fili e altri materiali. Racconta di come sia necessario confrontarsi con ciò che si teme, con la parte oscura della realtà e di sé stessi, e di imparare ad accettare e a convivere con l’ombra, che non è un nemico da eliminare, bensì una parte fondamentale della propria identità.
Nella sede della Riviera di Chiaia saranno in mostra opere comprese fra il 1978 e il 2011, rappresentative dei diversi linguaggi da lei sperimentati, dal telaio al libro cucito, dalla ceramica al lenzuolo ricamato.
La mostra si potrà visitare fino al 24 ottobre 2026.

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