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Sushi bar Topless bar

10 Aprile, 2026

Nel salotto di Luca Ferrari Travel Agent, in via Poerio, prende vita una storia che ha cambiato per sempre il modo di mangiare (e vivere) a Napoli.

Oggi alle 19, Roberto Goretti racconta la vera storia di Jap One, il primo ristorante giapponese del Sud Italia, nato nel cuore di Chiaia, in via Cappella Vecchia.

Un libro senza filtri per ripercorrere l’avventura umana e imprenditoriale di Roberto Goretti, il ristoratore visionario che ha portato a Napoli sushi e sashimi.

Tutto ha inizio in una notte messicana del 1994, tra le luci al neon di un topless bar a Cabo San Lucas e il primo, folgorante assaggio di un nigiri accompagnato da un’Asahi ghiacciata.
Per Roberto Goretti, giovane laureato in giurisprudenza con una prospettiva sul mondo “diversa”, quella tipica di chi convive con la dislessia e guarda la realtà da un’angolazione tutta sua, quella cena a base di pesce crudo non è solo un pasto, ma una rivelazione. È l’incontro con il suo “Sacro Graal”, un’ossessione che lo porterà lontano dai grigi tribunali romani per lanciarlo in una visionaria avventura imprenditoriale: portare il primo sushi bar all’ombra del Vesuvio.


In questo memoir lucido, viscerale e a tratti allucinato, Roberto Goretti ci conduce dietro le quinte del Jap One, il primo ristorante di sushi nel Sud Italia. Non è solo il racconto della nascita di un’icona della ristorazione, ma una cavalcata selvaggia tra banchetti e amicizie fraterne, tra guerriglie burocratiche e notti perse tra gin tonic e nostalgie salgariane. È il diario di un’audace scalata al successo, ma anche il resoconto onesto delle inevitabili cadute.


Perché il successo è una “Beirut” imprevedibile. Mentre la cucina si trasforma in una Babele multietnica di nazionalità diverse e la “fiesta mobile” di calciatori, modelle e registi invade le serate, il mondo fuori cambia drasticamente. Arriva l’era dei social, dell’esibizionismo digitale e dei “porno-pseudo-cuochi”, una plastica luccicante che non lascia più spazio all’ “arricreamento” dell’anima.


Tra queste pagine emerge la verità del mestiere: una confessione senza filtri sullo stress, le faide e la bellezza violenta di una cucina dove si sfilettano pesci e si macellano sogni. È la storia di chi ha guardato l’iceberg puntare dritto verso la carena, ma non ha mai smesso di cercare la propria rotta, inseguendo quel piacere puro che solo il viaggio, il cibo e gli affetti veri sanno regalare.

“Con una scrittura che ha il ritmo incalzante di una vita vissuta al massimo e l’onestà tagliente di chi non ha nulla da nascondere, Roberto Goretti ci regala un inno alla capacità di cambiare pelle e di restare autentici. Un libro dedicato a chi sa che la felicità non è una recensione online, ma il ricordo di una serata perfetta, vissuta a pieni polmoni. Un libro per chi ama il viaggio, per chi crede nel potere del gusto e per chiunque non abbia paura di “salire sulla sedia” per guardare la vita da un’altra prospettiva.”

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