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Apre Primoatelier a Piazza Rodinò

2 Settembre, 2026

Architettura e design nel cuore di Chiaia: apre Primoatelier, studio di progettazione. All’interno del cortile di un palazzo nobiliare del XVIII secolo in piazzetta Rodinò, lo spazio si articola come un vero e proprio “manifesto costruito”, sintesi della metodologia progettuale dello studio fondato da Alessandro Schetter. Caratterizzato da uno sviluppo longitudinale di circa 120 mq e da altezze interplane importanti, l’ambiente è stato rifunzionalizzato attraverso l’inserimento di due livelli indipendenti posti alle estremità della sala principale.

L’accesso avviene tramite un’ampia porta a bilico con telaio in acciaio orbitalizzato, schermata da un tendaggio in lino bianco a tutta altezza. All’ingresso, il punto focale è costituito da una quinta monolitica rivestita in travertino blu, che disimpegna visivamente la scala d’accesso al primo soppalco, adibito ad area operativa e workspace, introducendo una marcata profondità prospettica. Il volume centrale si configura come uno spazio fluido e flessibile, concepito per mostre temporanee e materioteca. L’area è ritmata da arredi contenitori bassi in legno con venature mielate, sormontati da mensole sottili in acciaio orbitalizzato.

Superata la prima campata, la spazialità si dilata in una doppia altezza centrale destinata alla sala riunioni, dominata da un tavolo su disegno e sormontata da una sospensione scultorea firmata Viabizzuno. Il fondo della sala è chiuso da una seconda quinta in travertino, i cui varchi laterali conducono ai servizi e alla rampa d’accesso al secondo soppalco, dove trova sede l’ambiente cucina. I livelli superiori instaurano un dialogo visivo continuo con la quota terra grazie all’impiego di balaustre in vetro, garantendo trasparenza e percezione unitaria dell’involucro.

La palette cromatica e materiale ricerca una continuità visiva sottile ma materica: le pareti, trattate con intonaco a calce dai toni neutri e caldi, si fondono con la pavimentazione continua in resina monocromatica. Al secondo livello, la pavimentazione passa a un parquet resinato color testa di moro, mentre gli arredi fissi integrati riprendono la finitura laccata delle pareti. Accenti di carattere e contrasto materiale sono affidati al marmo Rosso Levanto, utilizzato per il top della cucina e per il lavabo monoblocco dei servizi. Il progetto d’arredo fonde elementi su misura, disegnati dallo studio e realizzati da maestranze artigiane locali, con pezzi d’autore di modernariato anni ‘70, come Antonia Astori per Driade. L’illuminazione artificiale, curata nei dettagli con corpi incassati e proiettori Viabizzuno, valorizza la stratificazione storica del sito: la grande arcata in muratura, le volte e il soffitto ligneo esistente convivono così con il nuovo intervento in un rigoroso bilanciamento tra memoria e contemporaneità.

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