Nel cuore del Borgo Marinari, ai piedi del Castel dell’Ovo, il Club Nautico della Vela rappresenta da oltre un secolo un fulcro unico in campo velico per competenza ed esperienza. Tra i primi circoli affiliati alla Federazione Italiana Vela della V Zona e nel ristretto novero dei dieci club ultracentenari italiani, ha una missione precisa: avvicinare giovani e adulti alle attività marinare, creando momenti di aggregazione con finalità educative, culturali e formative.
La storia: una nascita “ribelle”
Il circolo nasce l’11 agosto 1901 da una scissione dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia: in seguito a una profonda e insanabile divergenza sul sistema di voga da adottare, alcuni soci presero il cappello e — pur senza sbattere la porta — si spostarono di qualche metro per fondare un nuovo sodalizio. A capeggiare i “dissidenti” furono Eugenio Simeone, Augusto Gandais e Francesco Dresda, ai quali si unì subito Michele Massa, che rifiutò la carica di presidente pur di non accreditarsi come il più anziano tra i fondatori. La vicenda fu raccontata con accenti sapidi dal corsivista de “il Propagando” in un Moscone datato 16 agosto 1901.
La nascita turbolenta non frenò la crescita: i primi anni furono segnati dai trionfi remieri del leggendario quattro di coppia “Guè Guè” — con i soci Barbati, Stolte, Petteruti e Byngton — e del duo “Jammo Jà”, che tra il 1901 e il 1903 vinsero tutto ciò che si poteva vincere, mentre le barche a vela prendevano progressivamente il posto delle jole da canottaggio.
I campioni e i primati
Superate le battute d’arresto delle due guerre, negli anni Sessanta il club visse una nuova stagione d’oro grazie a personaggi di assoluto rilievo: Eugenio Masciocchi, dominatore della classe Dinghy; Gaetano Martinelli, timoniere in classe Star, poi stimato giudice di regata e presidente del sodalizio; e Nino Cosentino, bronzo olimpico in classe Dragone nel 1960 — quando le gare si disputarono proprio nelle acque del Golfo — oltre che campione europeo e vincitore ai Giochi del Mediterraneo del 1963. A Martinelli e Cosentino sono oggi dedicati i trofei di casa: il Trofeo Gaetano Martinelli, nell’ambito del Campionato Invernale Vela d’Altura del Golfo di Napoli, e i Trofei Renato e Nino Cosentino per le derive Laser e 420, tappa fissa del campionato zonale FIV. Nel 1976 il CONI ha insignito il club della Stella d’Oro al Merito Sportivo; nel 1989 è arrivato un primato di altro genere: primo tra i circoli velici napoletani, il Nautico ha deliberato l’ammissione delle donne tra i soci ordinari, una vera rivoluzione nel mondo, allora fortemente conservatore, dello yachting.
La sede
Nata nel 1901 come sede estiva — quella principale, più ampia e lussuosa, si trovava in piazza Trieste e Trento — la casa di Borgo Marinari è diventata dagli anni Novanta il cuore unico del sodalizio. Oggi il club dispone di circa 500 m² su due livelli: al primo piano un ampio salone di rappresentanza, la sala “Oreste Albanesi” per i giochi e la didattica, il bar e la sala da pranzo aperta sul terrazzo, con una straordinaria veduta panoramica; al piano terra, con accesso anche dal lato mare, gli spogliatoi e la cala vele “Alessandro Chiodo”, con il rimessaggio per derive e canoe. Davanti alla sede, il pontile in concessione ospita una quindicina di barche a vela del circolo e dei soci.